Quel concorso faceva per me.
Avevo immaginato le facce della gente che da vicino e da lontano mi riempivano di insulti.
Già mi godevo la ribalta come in un film di Besson.
Già riuscivo a cogliere gli assurdi sguardi furiosi delle suore che da vicino mi bestemmiavano alle orecchie.
Una sensazione bellissima.
Un emozione grandiosa.
Una gioia irripetibile.